DOMENICA 22 DICEMBRE 2013. Nakayama: Magnifico Orfevre (オルフェーヴル) vince di 8 lunghezze l’Arima Kinen G1, la sua ultima corsa in carriera di fronte a 124,000 persone. Demoliti Win Variation e Gold Ship. Per il figlio di Stay Gold, ingresso in razza a ¥6 milioni

One horse show. La gente voleva Orfevre, オルフェーヴル, il suo nome in ideogrammi giapponesi) ed il campione, all’ultima corsa in carriera prima del ritiro in razza, ha fatto il vuoto cosmico e dato quello che una folla di 124,000 paganti voleva e gridava ad alta voce. L’orafo che picchia come un fabbro ha martellato forte sull’Arima Kinen G1 (2500 metri, ¥384.860.000, $3,7 Milioni, £2,25 milioni) vincendo per 8 lunghezze di margine sul secondo arrivato lasciando letteralmente esterrefatti di gioia i fan accorsi che solo sulla corsa hanno scommesso una cosa come 240 milioni di euro… Bang! Uno sparo quello del figlio di Stay Gold sulla dirittura di Nakayama. Voleva vincere nello stile tipico di Orfevre, cioè dal fondo gruppo fino al primo, invece sul finire della curva era già in posizione dominante sui primi nelle mani di Kenichi Ikezoe così.. intemerato ed inciprignito, con lo sguardo cattivo del cavallo tornato dalla Francia più in forma che mai dopo adeguato stop. L’ingresso in dirittura, il palo lontano, uno scatto bruciante, il rombo di tuono e via verso il traguardo prendendo a picconate il terreno. Una, due, tre, quattro, lunghezze che si sono accumulate metro nello stesso modo in cui si è alzato in toni sempre più alti la febbre da tifo dei sostenitori. Orfevre finisce così, in 2m 32,30s, con i suoi oltre 14 milioni di euro vinti in carriera frutto di 6 G1 vinti, 5 G2 vinti, a cui vanno aggiunti i due secondi posti nell’Arc de Triomphe G1 ed un posto in razza alla Shadai Farm per ¥6 milioni. 
Ed ora spazio ai secondi……
 
 Il posto d’onore è andato a Win Variation (Heart’s Cry), stessa età di Orfevre, stessa generazione, cavallo forte e solido la cui stella è stata offuscata da quel sauro dal quale le ha prese sempre di brutto. Terzo è finito Gold Ship (Stay Gold), il grigio che dicevano fosse il nuovo Orfevre, ma che in realtà non lo è mai stato..troppo caratteriale, troppo strafottente..una faccia da pesce lesso che sotto la spinta di Ryan Moore ha reso un pochino di più rispetto al normale, e soprattutto cancellando la brutta performance della Japan Cup G1. Ecco, il podio ha parlato chiaro. Uno, Orfevre, di gran lunga il più forte di tutti. Ha salutato così: Una macchina da guerra, un motore della madonna montato su un telaio importante. Ci mancherà il suo modo di risolvere le corse, peccato per quei due archi. 
 
Ed ora un pò di dati alla mano: Il palmares dei 3 anni di Orfevre è il seguente: Arima Kinen (The Grand Prix, G1), Kikuka Sho (Japanese St. Leger, G1), Tokyo Yushun (Japanese Derby, G1), Satsuki Sho (Japanese 2000 Guineas, G1), Kobe Shimbun Hai (G2), Fuji TV Sho Spring Stakes (G2); Secondo nello Shinzan Kinen (G3).
A 4 anni ha vinto il Takarazuka Kinen (G1), Prix Foy (Fr-G2); con i secondi posti nell’Hanshin Daishoten (G2), Prix de L’Arc de Triomphe (Fr-G1), Japan Cup (G1). A 5 anni, ha vinto l’Arima Kinen, l’Osaka Hai (G2), Prix Foy (Fr-G2); 2nd Prix de L’Arc de Triomphe (Fr-G1). E’ stato il settimo Giapponese ad aver vinto la triple crown locale, nel 2011 è stato JRA Horse of the Year e Champion Three-Year-Old.
L’Arima Kinen è la seconda affermazione per il sauro allenato da Yasutoshi Ikee. Le 8 lunghezze di margine non sono un record, prima di luiSymboli Kris S (Kris S) vinse nel 2003 per ben 9 lunghezze di margine. Orfevre con questa vittoria ha superato il miliardo di yen vinti totalizzando esattamente ¥1,576,213,000 dietro a T. M. Opera O (Opera House) che ne vinse di più. 
Per il trainer Yasutoshi Ikee è il decimo sigillo a livello di G1 in circuiti JRA, ed il terzo Arima Kinen dopo Dream Journey, fratello pieno di Orfevre, nel 2009, e appunto il campione stesso nel 2011 e nel 2013. Per il jockey Kenichi Ikezoe si trattava del 3° Arima Kinen e la 20° di G1 dello stesso circuito. Ha definito così il campione: “He is definitely the strongest horse in the world”. Per una volta, siamo d’accordo con Ikezoe. 
 
PUBBLICATO DA    22/12/2013