Milano, comunicato 6 giugno 2016. Imprenditori Ippici Italiani, del galoppo e del trotto: “…il settore ippico italiano muore per incapacità del gestore”

 

Preg.mi

Presidente del Consiglio dei Ministri

Dr. Matteo Renzi

 

Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Dr. Maurizio Martina

 

Ministro dell’Economia e delle Finanze

Prof. Pier Carlo Padoan

 

Sottosegretario dell’Economia e delle Finanze

On.le Pierpaolo Baretta

 

Sottosegretario delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

On.le Giuseppe Castiglione

 

Capo di Gabinetto del Mipaaf

On.le Angelo Zucchi

 

Presidente XIII Commissione Agricoltura della Camera

On.le Luca Sani

  

Oggetto: il settore ippico italiano muore per incapacità del gestore

 

Illustre Presidente del Consiglio, Pregiatissimi Ministri, Sottosegretari e Presidenti delle Commissioni Parlamentari,

il comparto ippico italiano occupa direttamente 9.000 persone e movimenta poco più di un miliardo di Euro, di questi 500 milioni nell’ambito della filiera agricola e circa 600 milioni nella raccolta del gioco sulle Corse dei Cavalli.

Le nostre Aziende sono state dimezzate dalle sciagurate gestioni degli ultimi anni di Unire, di Assi e del Mipaaf che, ereditando la struttura di Unire, purtroppo non è riuscito a far meglio.

Le Aziende rimaste in vita sono fortemente a rischio per l’incapacità del gestore di coordinare tutte le questioni della filiera produttiva (agricola e del gioco) ed in particolare i pagamenti dei Premi al traguardo, unica voce economica realmente ancora presente poiché l’indotto è stato praticamente cancellato da una gestione totalmente assistenzialista.

Il maltrattamento che hanno subito i Proprietari di Cavalli da Corsa, che in tutto il mondo rappresentano il vero motore del comparto, ha decimato il loro numero e azzerato gli investimenti. Moltissimi sono fuggiti all’estero e quelli rimasti in Italia continuano esclusivamente per una passione sfrenata che supera i disservizi, l’illegalità e il degrado morale che sono costretti a subire da molti anni.

Ancora oggi dobbiamo assistere impotenti ad uffici inefficienti che fanno della burocrazia il loro unico riferimento e che non hanno come scopo principale il benessere del settore.

Di fatto non riceviamo i Premi dal Dicembre 2015 e circa 10 milioni provenienti da risorse private per le iscrizioni ai Gran Premi che, da regolamento, andavano subito ri-distribuite ai Proprietari, sono impropriamente trattenute dal gestore.

La raccolta di Gioco continua a crollare e nei primi 5 mesi del 2016 assistiamo impotenti ad un ulteriore calo del 8% senza che il gestore, seppur dotato di un Piano dettagliato di intervento da noi fornito, intervenga. Le Corse italiane non sono valorizzate e controllate a dovere e non vengono vendute all’estero con conseguente perdita di risorse per il settore stesso e per l’erario.

Il ruolo che la legge attribuisce al Mipaaf è quello della gestione del Settore e del “governo delle risorse”, pertanto il Ministero dovrebbe comportarsi come un “Buon Padre di Famiglia” ma avviene tutt’altro.

Assistiamo quotidianamente alla distruzione, giorno dopo giorno, di tutte le componenti produttive più qualitative mentre prosperano coloro che non investono nel settore ma percepiscono consistenti contributi per attività di servizio marginali.

Il caso più eclatante è quello del gestore del Canale televisivo che percepisce una somma di circa 9,5 milioni all’anno (+ Iva) solo per trasmettere le corse senza neppure produrre le immagini ed i suoi bilanci mettono in evidenza un utile del 30% in un settore dove tutte le aziende sono in perdita.

È impossibile fare impresa in questo settore, è inaccettabile una gestione così dilettantistica e la totale mancanza di rispetto da parte dei burocrati nei confronti degli operatori.

Le Aziende del comparto ippico, estremamente preoccupate della contingenza, unite nel progetto di Lega Ippica Italiana e già pronte con un Piano di sostenibilità  economica, chiedono, con estrema urgenza:

il completamento della riforma contenuta nel Collegato Agricolo e l’attuazione di un processo di privatizzazione che consenta, in piena autonomia gestionale, con uno sganciamento economico progressivo e con forti interventi di defiscalizzazione, il rilancio del settore.

Non è solo una questione economica, qui ci hanno rubato la dignità.

 

Enrico Tuci

Imprenditori Ippici Italiani